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Anna Maria Sarra: «Verdi per me è rock»

Anna Maria Sarra

Anna Maria Sarra: «Verdi per me è rock»

Il curriculum è quello del soprano doc: diploma con il massimo dei voti a Matera,  perfezionamento alla Scuola dell’Opera di Bologna, all’Accademia di Santa Cecilia, all’Accademia Rossiniana di Pesaro e, per concludere, con la straordinaria Mariella Devia.

Vincitrice di numerosi concorsi internazionali ha collaborato con importanti bacchette: da Ranzani a Mariotti, da Dantone a Renzetti. Il 21 giugno (ore 21.00) sarà sul palco dei Bagni Misteriosi, unica donna nel cast di Ground, da Verdi ai Beatles. Stiamo parlando del soprano Anna Maria Sarra.

Come ha passato quest’anno così particolare, soprattutto per lo spettacolo dal vivo?

Non è stato un anno facile per nessuno. Inizialmente ho cercato di non farmi prendere dallo sconforto concentrandomi moltissimo nello studio. Nella seconda parte del 2020, mentre l’Italia si colorava di arancione e rosso, con delle care amiche e colleghe abbiamo pensato di dar vita al brand Ginger O’, un progetto culturale che unisce opera lirica e moda in maniera molto semplice e pop, con delle T-shirt. E così quello che è sicuramente un periodo da dimenticare, mi ha regalato la voglia di investire in un progetto nuovo, che mi ha aiutato ad andare avanti in un momento duro per tutto il settore teatrale.

Cosa significa tornare a cantare in occasione della Festa Europea della Musica?

Tornare a cantare dopo questo periodo orribile è una gioia immensa. Sono reduce dal debutto all’Arena di Verona, ho finalmente incontrato il pubblico dopo un anno e 3 mesi! 

Cantare il giorno della Festa della Musica ed eseguire un programma così particolare ed eterogeneo è un profondo messaggio di amore verso quella che è la mia linfa vitale e la mia prima passione.

Interpreterà brani d’opera e standard del jazz. Cosa vuol dire per una cantante lirica cimentarsi con altri repertori?

Io amo tutta la musica. Sono cresciuta cantando gli standard Jazz o le canzoni di Mina con i miei genitori. È chiaro che quando si fa un repertorio “crossover” la tecnica deve piegarsi alle necessità espressive del genere che si esegue. Ma ho sempre amato le sfide e mettermi in gioco! 

Ground è un progetto che unisce il mondo della musica, da Verdi ai Beatles. Come vede questo connubio?

Mi piace pensare che Verdi e i Beatles ne sarebbero felici! Credo che osare anche nel proporre programmi più particolari sia di vitale importanza! Cerchiamo ogni giorno di abbattere barriere e confini. Perché non farlo anche nella musica che da sempre porta con sé un messaggio di condivisione e inclusività? E poi, se devo dirla tutta, io credo che Verdi sia decisamente rock! 

Quali sono i suoi prossimi impegni in calendario?

Sarò in Friuli Venezia Giulia per cantare Norina nel Don Pasquale di Donizetti, l’ultima opera che ho cantato lo scorso anno al Maggio Musicale Fiorentino prima del lockdown, e subito dopo sarò a Ravenna con L’isola disabitata di Haydn, in un nuovo allestimento firmato da Fanny & Alexander.

Scopri tutte le info su Ground, da Verdi ai Beatles 

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