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COLLEGIUM MUSICALE – N. SEGATTA



coro – violoncello

Collegium Musicale Estone
Helina Kuljus, Oliver Povel-Puusepp solisti
Nicola Segatta violoncello
Endrik Üksvärav direttore

 

C. Kreek (1889 – 1962)
Mu süda, ärka üles – Awake, my heart

 

N. Segatta (*1982)
We offer your body and flesh (*prima assoluta)
Ecate (*prima assoluta)

 

P. Uusberg (*1986)
Miserere

 

A. Pärt (*1935)
Alleluia tropus
Virgencita

 

E.S. Tüür (*1959)
Canticum Canticorum Caritatis (*prima italiana)

 

T. Kõrvits (*1969)
Seitsme linnu seitse und – Seven dreams of seven birds

 

V. Tormis (1935 – 2021)
Raua needmine – Curse Upon Iron

 

Il coro da camera estone Collegium Musicale è stato fondato nell’ottobre del 2010. Il repertorio si estende dal rinascimento alla musica contemporanea, con una particolare attenzione per i compositori baltici: Arvo Pärt, Veljo Tormis, Erkki-Sven Tüür, Helena Tulve, Tõnu Kõrvits, Mirjam Tally, Pärt Uusberg ecc. Il coro ha collaborato con diverse orchestre ed ensemble come la Helsinki Baroque Orchestra, Tallinn Chamber Orchestra, Jerusalem Symphony Orchestra, esibendosi in Francia, Germania, Bassi, Polonia e Russia. Proclamato per ben tre volte come miglior coro dell’anno dall’Estonian Choral Association, nel 2018 ha vinto il Music Award Estonian Cultural Endowment per la sua straordinaria opera di promozione della musica corale. Endrik Üksvärav, fondatore e direttore del coro, è laureato in direzione all’Estonian Academy of Music and Theatre, studiando anche tromba e corno francese. È il direttore artistico del Pühalepa Music Festival che si svolge sull’isola di Hiiumaa in Estonia. Decorato per meriti speciali dal re dei Paesi Bassi con una medaglia dell’Ordine di Orange Nassau, ha debuttato nel 2019 come direttore dell’Estonian Song Festival, dirigendo un coro di circa 20.000 cantanti e davanti a un pubblico di 60.000 spettatori. Il Collegium Musicale porterà a termine la Stagione dei Concerti 2022, affascinando con la sua calda vocalità il pubblico della Filarmonica con musiche fresche di incisione del compositore trentino Nicola Segatta.

 

Note al programma

 

Il canto corale è l’anima dei popoli baltici. Dalla loro cultura, che affonda le proprie radici nell’epoca paleocristiana e che ha fatto del canto di massa un vero e proprio strumento di lotta politica nel processo che ha condotto i Paesi Baltici all’Indipendenza dall’Unione Sovietica, non possono che nascere di continuo compositori attenti soprattutto alla musica corale. Tre sono i caratteri distintivi di questa scuola vocale. Il primo è l’atmosfera meditativa, concentrata e introspettiva, ottenuta con l’abile sfruttamento delle risonanze armoniche dei toni vocali. Prevalgono dunque accordi di tre note, come campane, in una tecnica che Pärt ha chiamato col nome evocativo e mistico di tintinnabuli. Il secondo elemento stilistico riguarda la struttura dei pezzi corali, spesso composti ad arco: una melodia, prima solo sommessamente enunciata, si eleva in un possente crescendo di voci e strumenti; raggiunto l’apice, la musica dissolve poi lentamente e svanisce. Terzo tratto distintivo è l’uso di vocalizzi onomatopeici, già conosciuti dai madrigalisti del Cinquecento e ora riscoperti dall’ultima generazione di compositori come Tormis in Raua needmine, che fa uso anche del tamburo sciamanico. La spoglia semplicità della musica dei compositori baltici si accompagna a un interesse religioso e alla creazione di musica spiritualistica. Ecco, dunque, il Misere di Uusberg, tratto dalla Bibbia – Salmo 50 – contemplativo con una tensione creata da un ostinato armonico con piccole variazioni, il cui effetto drammatico dipende in gran parte dalla tessitura e dalla dinamica. L’Alleluia, tratta dal tropario di San Nicola di Myra e Virgencita ispirato dalla legenda della Vergine di Guadalupe in cui Pärt da un timido senso di meraviglia ci porta a un climax graffiante sulle parole Nuestra Señora de Guadalupe. Il Canticum di Tüür tratto dalla Bibbia – prima lettera di S. Paolo ai Corinti – con la divisione dell’amore in quattro categorie: agape, eros, philia e storge. Quando l’amore si esaurisce, spesso pensiamo all’eros mentre dovremmo celebrare l’agape, l’amore incondizionato. Non solo coro, ma anche violoncello, in tre partiture: due in prima assoluta, scritte appena un anno fa da Nicola Segatta e Seitsme Linnu Seitse Und di Kõrvits che è insieme suite corale e concerto per violoncello. In questi sette sogni il coro canta in estone e in inglese e il violoncello evoca sia il canto degli uccelli che il loro volo in picchiata. Alessandro Arnoldo


Info e Biglietti
Event Details