
Vivaldi e Goldoni a Venezia
Omaggio a Elsa Fonda
Lorenzo Acquaviva, voce recitante
Marco Seco, clavicembalo
Quartetto New Era
Kristina Mlinar, violino
Aleš Lavrenčič, violino
Arianna Ciommiento, viola
Alessandro Pietro Dore, violoncello
Dopo il grande successo dello scorso anno con lo spettacolo dedicato a Leopardi e Chopin, Elsa Fonda ci ha lasciato un nuovo appassionante progetto che esplora il profondo legame tra la parola e la musica.
Questa volta, l’autrice si è concentrata su due assoluti protagonisti del Settecento veneziano: Carlo Goldoni, l’illustre drammaturgo, e Antonio Vivaldi, il genio compositore. Un affascinante viaggio nella Venezia del XVIII secolo, animando la scena con la forza evocativa della parola goldoniana e la straordinaria bellezza della musica vivaldiana.
Marco Seco al clavicembalo ed il Quartetto d’archi New Era eseguiranno brani di Antonio Vivaldi
ELSA FONDA
Nata nel 1935 a Pirano in Istria, a Trieste si laurea in lingue e scienze politiche.
Studia pianoforte, canto e recitazione. Entra nella compagnia di prosa della RAI. Dopo il risciacquo a Firenze con Migliorini, Tagliavini e Papini nel ’66 vince il concorso nazionale per annunciatrici RAI. Collaboratrice di Labroca e Pugliese a Venezia, trasferita a Roma nel ’70, per trent’anni è una delle voci più belle della radio nazionale, richiesta per i programmi più prestigiosi. Alcuni, mandati al Premio Italia, sono in catalogo della Nuova Italia Editrice. Dà volto per la TV. Nell ’82 vince il primo premio alla Biennale Internazionale del Documentario.
Con una voce e una presenza di alta qualità nell’arte rara del porgere(Piano Time ’86) è cornice lussuosa dei concerti negli auditorii RAI e SantaCecilia, Teatro Sistina e dell’Opera, Quirinale, Vaticano.
Per il suo metodo STRUMENTO VOCE è richiesta da privati, enti pubblici e istituti di ricerca. Dall’83 all’89 è docente di dizione e educazione della voce al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ai corsi europei di formazione musicale di Assisi.
E’ voce recitante nel ’95 ne L’histoire de Babar di Poulenc; nel ’96 – ‘98 inPierino e il lupo di Prokofiev con l’orchestra sinfonica del Teatro Verdi diTrieste; ne L’histoire du soldat di Stravinskij, che ha tradotto dal francese.
Per l’Associazione Italia-Cina scrive e legge i testi del Festival Internazionale di cultura e arte per l’infanzia, a luglio 2008 a Roma e a piazza S. Marco a Venezia.Tiene recital in Italia e all’estero sull’evoluzione della lingua e sull’uso dellavoce e del corpo, con ricerche poetiche a fini formativi:
Gli addii e le attese, quaderno italiano di voci femminili dal 200 al 900;
Testamenti di pace, messaggi di speranza del 900 dal mondo;
Ai padri; Alle madri, poesie del 900 italiano;
Giacomo Leopardi; Giovanni Pascoli;
Le poesie predilette da Umberto Saba; Saba e Giotti: uguali e diversi;
Federico Garcia Lorca.
Riduce In nome della madre di Erri De Luca; La radura, favola di MarisaMadieri e Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare diLuis Sepulveda; dando vita a tutti i personaggi con la magia della voce.
Scrive Una colomba con ali a scaglie di madreperla dalla vita di santaTeresa d’Avila, con uno studio sulla voce in estasi;
Vorrei incatenare la mia anima per non vederla più vagabondare, dallelettere di Elody Oblath Stuparich a Scipio Slataper (1909-1914);
L’eredità irripetibile, patrimonio sonoro di filastrocche;
Per troppa vita che ho nel sangue – Parole per Antonia Pozzi.
Elsa Fonda ci ha lasciato all’inizio del 2025.
