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HOFKAPELLE MUENCHEN



orchestra da camera

Hofkapelle München
Isabella Bison violino
Rüdiger Lotter direttore e violino

 

F.A. Bonporti (1672 – 1749)
Concerto a Quattro op. 11 n. 2 in Si bem. magg.
I. Spiritoso
II. Adagio
III. Allegro

 

J.S. Bach (1685 – 1750)
Concerto Brandeburghese n. 3 in Sol magg., BWV 1048
I. Allegro
II. Adagio
III. Allegro

 

F.A. Bonporti
Concerto a quattro op. 11 n. 5 in Fa magg.
I. Larghetto
II. Recitativo. Adagio assai
III. Allegro

 

J.S. Bach
Concerto per violino e archi in la min., BWV 1041
I. Allegro
II. Andante
III. Allegro assai

 

F.A. Bonporti
Concerto a quattro op. 11 n. 8 in Re magg.
I. Allegro
II. Largo
III.Vivace

 

J.S. Bach
Concerto per due violini e archi in re min., BWV 1043
I. Vivace
II. Largo ma non tanto
III. Allegro

 

“Hofkapelle München lusinga con un suono morbido e avvolgente, incredibile per un ensemble su strumenti antichi”. Così scrive il Süddeutsche Zeitung riguardo Hofkapelle München che, sotto la guida del violinista e direttore d’orchestra Rüdiger Lotter, è uno dei migliori ensemble tedeschi con strumenti d’epoca. Un nome che definisce chiaramente gli obiettivi della Hofkapelle München: riscoprire e far rivivere la ricca vita musicale di Monaco e della Baviera intorno al 1600-1850. La musica della corte di Monaco risale all’inizio del XVI secolo. La cerchia di musicisti, che fino ad allora avevano suonato insieme in modo disorganizzato e disordinato, fu riunita per la prima volta in un ensemble professionale dal compositore di corte Ludwig Senfl. Con la nomina di Orlando di Lasso, il princeps musicorum (principe dei musicisti) a Monaco di Baviera come direttore dell’orchestra di corte, iniziò il periodo d’oro dell’orchestra. E oggi, con i più alti livelli artistici, l’impegno entusiasmante e il virtuosismo, l’orchestra si è guadagnata un posto tra i principali ensemble di musica antica in Europa. La Hofkapelle collabora con solisti di fama internazionale e con numerosi ensemble vocali; tra questi il coro della Bayerischer Rundfunk, il Tölzer Knabenchor, il Vocalconsort di Berlino. Ospite regolare di importanti teatri come il Concertgebouw di Amsterdam o la Kölner Philharmonie, debutta nel 2017 nel rinomato Festival für Alte Musik a Bruges con l’oratorio di C.P.E. Bach Resurrezione e ascensione di Cristo. La prassi esecutiva della Hofkapelle è storicamente informata; gli strumenti sono originali, antichi, eppure il suono è quello turgido e luminoso che rimanda a un Barocco passato, quasi pionieristico, ma capace di evocare bellezza attraverso un rigore in realtà pieno di fantasia. A Trento è invitata a celebrare F.A. Bonporti a 350 anni dalla sua nascita; con le sue risuoneranno le musiche di Johann Sebastian Bach che sentì la necessità artistica di copiare, per studio e amore personale, alcune Invenzioni del compositore trentino.

 

Note al programma

Gentilhuomo di Trento, questo l’appellativo cui di frequente ricorse Bonporti, capace di ricondurci al cuore della sua musica. Gentiluomo era colui che coltivava le arti eleganti non per soddisfare desideri materiali ma per ingentilire l’animo. L’Opera XI ha un organico più consistente rispetto ai lavori precedenti, riservato agli archi compresa la viola e un terzo violino di rinforzo, chiamato a sostenere in genere la linea del primo ma autonomo negli interventi. Questi concerti hanno una dimensione cameristica che si colloca tra il concerto solistico e la sonata (a 4 o 5 d’età galante), in cui gli strumenti tutti procedono in un fitto intreccio contrappuntistico. Nel Concerto n. 2, l’Allegro introduttivo ha la scrittura imitativa di una sonata a tre mentre il secondo movimento è caratterizzato da un vero e proprio recitativo affidato al primo violino. Il solismo predomina nel Concerto n. 8, così come nel sospiroso Larghetto del Concerto n. 5 con un tema inframezzato da pause e con eleganti terzine e duine che suggeriscono movenze tipicamente galanti. Ritroviamo la forma recitata nel movimento centrale del Concerto n. 5, pagina in cui il compositore trentino crea un recitativo squisitamente strumentale, rigoroso nello specchiarsi delle figurazioni, sposando quel sublime generato dal controllo delle passioni che avrà un seguito nelle pagine di Bach.

E proprio il compositore barocco per eccellenza viene qui accostato al nostro Bonporti, con tre pagine che, dal punto di vista stilistico, combinano l’estro virtuoso e la forma del Concerto italiano con il linguaggio armonico e le complesse tessiture proprie di Bach, in cui più melodie si intrecciano l’una con l’altra simultaneamente. Ogni movimento dei Concerti segue uno schema strutturale simile, basato su un tema principale chiamato ritornello; l’orchestra presenta il tema che poi si alterna a passaggi con il solista. I movimenti esterni veloci e infuocati circondano un movimento interno più lento e meditativo. Particolare l’Allegro assai del Concerto in la min., caratterizzato da un passaggio in cui il solista utilizza il bariolage (“multicolore”), una tecnica di alternanza rapida delle corde che in questo caso prevede la sonorità squillante della corda più acuta del violino.   Alessandro Arnoldo


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