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Auditorium San Domenico

L’Auditorium San Domenico di Foligno, già Chiesa Conventuale dell’Ordine dei Predicatori (post 1285), è situata nell’omonima piazza. Passata a seguito delle demaniazioni ottocentesche in proprietà del Comune di Foligno, dopo un importante intervento di recupero, è stata trasformata in Auditorium. La facciata ha un bel portale ogivale, l’interno con copertura a capanna tipica delle chiese degli Ordini Mendicanti, conserva l’ossatura gotica. Articolati e frammentati gruppi di affreschi decorano la controfacciata, le pareti e la zona absidale. La decorazione pittorica costituisce una delle testimonianze più rilevanti nell’Italia centrale della pittura a cavallo tra Tre e Quattrocento. La struttura è particolarmente adatta per concerti, opere teatrali su pedana semplice e convegni. Può ospitare 535 spettatori nella sala centrale, dedicata all’architetto Franco Antonelli che ne ha curato il recupero, ed è dotata di un ridotto, di un foyer, una caffetteria ed una sala video di 96 posti. L’Auditorium è facilmente raggiungibile dalle principali direttrici viarie della città.

Oratorio del Crocifisso

Tra Palazzo Scafati-Candiotti e l’Auditorium sorge l’Oratorio del Crocifisso, costruito in almeno tre fasi (1587, metà Seicento, 1702) dall’omonima Confraternita. La prima parte dell’Oratorio, quella compresa fino all’arco delle virtù, fu terminata probabilmente alla fine del 1500.
I tre periodi costruttivi sono riconoscibili nella struttura dell’aula principale articolata infatti in tre parti. La prima è adiacente all’ingresso ed è caratterizzata da un soffitto cassettonato con intarsi lignei, decorato con foglie d’oro e dipinti su fondo azzurro; la parte centrale e la zona terminale, sopra l’altare, sono coperte rispettivamente da una cupola e da una volta a botte.
E’ un pregevole esempio di oratorio tardobarocco, evidente dalla sontuosa decorazione di stucco dorato, dai vastissimi motivi ornamentali e di pittura murale di grande effetto decorativo. Il corpo più antico, del Cinquecento, è ricoperto con decorazioni originali in legno intagliato, realizzate più tardi (1629-1631) dagli artisti locali Francesco Costantini e Cristoforo Lacchi. Al centro, dipinti su tavola: Cristo risorto, cherubini e serafini, verosimilmente di Giovan Battista Michelini (entro il 1672); nello stesso sito è presente ancora un affresco raffigurate Sant’Elena e l’invenzione della Croce, posto dietro l’altare intitolato all’omonima santa . Allo stesso periodo dovrebbe appartenere il Crocifisso ligneo posto sull’altare maggiore. Risale al 1643 un ampliamento nella zona centrale, sormontata da una cupola che si appoggia alla chiesa di San Domenico, al 1754 invece la costruzione del campanile.

Corte di Palazzo Trinci

Palazzo Trinci, residenza della famiglia che governò sulla città tra il 1305 e il 1439, è il risultato di una ristrutturazione di edifici preesistenti realizzata tra il 1389 e il 1407 da Ugolino Trinci. Vi si accede attraverso una Scala gotica, attualmente interna al Palazzo, che conduce alla Loggia affrescata con la leggenda della fondazione di Roma. Da qui si dipartono le sale del piano nobile. La Cappella è decorata con le Storie della Vergine (Ottaviano Nelli – 1424). Da una porta arcuata si entra nella Sala delle Arti e dei Pianeti, dove sono rappresentate le arti liberali (Retorica, Aritmetica, Astronomia, Geometria, Musica, Dialettica, Grammatica unite alla Filosofia), i sette pianeti e le sette età dell’uomo simboleggiate da un’ora del giorno. Lo stesso tema torna nell’arco che congiunge il palazzo con la cattedrale. È nella Sala degli Imperatori, adibita originariamente a sala pubblica, che la grandezza di Roma celebra i suoi fasti. Ci troviamo al centro di un porticato aperto sulla campagna: un vero e proprio giardino della vita. Inscritto al centro di ogni arcata, un grande della sua storia, mostrato a esempio di grandezza e di virtù. Gli affreschi sono stati recentemente assegnati a Gentile da Fabriano, grazie alla scoperta di un importante documento e datati 1411- 12. Il Palazzo è sede del Museo Archeologico e della Pinacoteca della città.

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